CCNL COMMERCIO ANPIT-CISAL: Verbale di interpretazione ENBIC

Firmata il 24/5/2021, presso la Commissione Bilaterale – EN.BI.C., l’Interpretazione Confermativa sulla spettanza dell’Integrazione Aziendale dopo il superamento del Periodo di comporto contrattuale (Rif. Artt. 139 e 141 del CCNL Commercio Anpit dell’1/1/2020)

La Commissione Bilaterale En.Bi.C., si è pronunciata a seguito di un quesito presentato da un’Azienda che espressamente chiedeva se in caso di superamento del periodo di comporto contrattuale e in costanza di evento morboso, al lavoratore spetta l’Integrazione Datoriale dell’Indennità INPS, non procedendo l’Azienda al licenziamento.
Premesso che l’Azienda in questione applica il CCNL Commercio, dell’1/1/2020, sottoscritto da ANPIT, CIDEC, CONFIMPRENDITORI e UNICA con le OO.SS. CISAL Terziario e CIU, gli articoli da prendere in considerazione sono:

– l’art. 139, che prevede la disciplina specifica da applicare in caso di assenza del Lavoratore per malattia/infortunio non professionale,
e
– l’art. 141, che prevede, nell’ottica di mantenimento dell’occupazione, che il Lavoratore possa richiedere un periodo di aspettativa non retribuita, qualora sia impossibilitato alla ripresa del lavoro.

Ciò premesso, la Commissione Bilaterale ha argomentato come segue:



I. L’integrazione datoriale all’indennità INPS è prevista fino al compimento del periodo di comporto, superato il quale, l’Azienda ha diritto, perdurando l’assenza del Lavoratore per malattia, a recedere dal rapporto di lavoro “per giustificato motivo”.

II. Tenuto conto di quanto premesso, il citato art. 139 del CCNL “Commercio”, prevede che l’Azienda con più di 15 dipendenti possa operare il licenziamento per giustificato motivo del lavoratore ancora assente per malattia, in qualsiasi momento, purché entro 45 giorni solari dal superamento del periodo di comporto, sempreché vi sia stato, per tale intero periodo, il costante riconoscimento dell’integrazione datoriale all’indennità dovuta dall’INPS.

III. L’art. 139 del CCNL stabilisce, inoltre, che in assenza di licenziamento entro il 45° giorno di superamento del periodo di comporto, il Lavoratore (ancora assente per malattia), dal 46° giorno sarà considerato in “aspettativa non retribuita”, con diritto a percepire la sola indennità INPS, qualora dovuta.
La suddetta previsione, è stata concordata tra le Parti Contrattuali al fine di tutelare il diritto datoriale alla conservazione del posto di lavoro verso il Dipendente assente per malattia, quale condizione migliorativa rispetto al CCNL, senza però determinare un ulteriore aggravio di costi aziendali. Ciò, anche a vantaggio del Lavoratore che, entro i 180 giorni nell’arco dell’anno, avrebbe titolo all’indennità INPS, con la relativa contribuzione previdenziale afferente.

IV. Stando alla disciplina contrattuale, la Commissione Bilaterale stabilisce quindi che:

– dall’inizio della prognosi in corso e per tutto il periodo corrispondente ai 45 giorni di cui al punto II che precede, spetti al Lavoratore l’integrazione datoriale all’indennità INPS;

– dal giorno in avanti, i giorni di assenza del lavoratore per la malattia siano considerati come aspettativa retribuita.

Da ciò consegue che, in questo periodo, il Datore di lavoro NON debba contrattualmente onerare alcuna integrazione all’indennità INPS, salvo diverso miglior favore individualmente concordato. Al Lavoratore permane, quindi, il diritto di percepire la sola indennità INPS, qualora dovuta.

Infine, la Commissione Bilaterale consiglia che l’aspettativa aziendalmente concessa sia corrispondente ai limiti del periodo di spettanza dell’Indennità INPS per malattia (180 giorni nell’arco dell’anno di calendario), salvo diverse previsioni di miglior favore, concordate però direttamente tra le Parti ed in forma scritta.
Al termine dell’aspettativa, salvo ulteriore Accordo scritto tra le Parti, il rapporto di lavoro potrà, così, concludersi con un licenziamento per giustificato motivo permettendo quindi al Lavoratore di ricevere le competenze di fine rapporto e di accedere alla NASpi, con riconoscimento dei relativi contributi e dell’indennità di disoccupazione, quest’ultima per la durata che il Lavoratore ha maturato.