Classificazione Inail diversa da quella Inps, la variazione non può avere efficacia retroattiva


La variazione d’ufficio dell’inquadramento di un impresa operata dall’Inail, che aveva rilevato come la classificazione Inps fosse diversa dalla propria, è comunque assoggettata al rispetto del principio di irretroattività, per cui è solo dall’adozione del relativo provvedimento che si può far valere la rivendicazione delle differenze economiche connesse al nuovo premio individuato dall’Inail

Il caso giudiziario riguarda il ricorso presentato da un datore di lavoro avverso l’emissione da parte dell’Inail di un provvedimento di variazione del rapporto assicurativo, con conseguente ricalcolo dei premi arretrati dovuti, entro il limite di prescrizione quinquennale. La Corte di appello territoriale aveva posto in rilievo che l’Inail, verificato d’ufficio che la classificazione Inps era diversa dalla propria e trattandosi di impresa soggetta alla classificazione aziendale da parte all’Istituto di previdenza, aveva legittimamente adottato i conseguenti provvedimenti di rettifica e retrodatato la rettifica stessa, nei limiti della prescrizione quinquennale a partire dalla data del primo accesso ispettivo.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando la violazione dell’art. 14 del D.M. 12 dicembre 2000, recante le modalità di applicazione delle tariffe, in quanto dal tenore letterale della norma si è voluto procedere alla configurazione di una sola fattispecie, vale a dire quella dell’adeguamento della classificazione Inail all’inquadramento risultante da una rettifica operata dall’Inps.
La Suprema Corte ritiene che il ricorso è fondato. In applicazione del principio generale di irretroattività, per la rettifica d’ufficio e per quella su istanza, i provvedimenti di variazione hanno effetto dal primo giorno del mese successivo a quello della comunicazione, salvo che il datore di lavoro abbia dato causa all’errata classificazione. Dunque, con riferimento all’ipotesi contemplata, va tenuto conto del principio di irretroattività che prevede espressamente quali sono i casi di deroga a tale principio. Di qui, è solo dall’adozione del provvedimento che ha inciso da ultimo sulla classificazione che si possono far decorrere gli effetti della variazione d’ufficio sulla quale si basa la rivendicazione delle differenze economiche connesse al nuovo premio individuato dall’Inail.