Il conguaglio di fine anno dei contributi previdenziali, le precisazioni dell’Inps

Le precisazioni in merito alle eventuali operazioni di conguaglio per i datori di lavoro non agricoli che operano tramite il flusso Uniemens.

I datori di lavoro possono effettuare le operazioni di conguaglio di fine anno oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre 2017 (i relativi versamenti hanno scadenza 16 gennaio 2018), anche con quella di competenza del mese di gennaio 2018 (in scadenza al 16 febbraio 2018), senza aggravio di oneri accessori.
Elementi variabili della retribuzione. Qualora nel corso del mese siano intervenuti elementi o eventi che abbiano comportato variazioni nella retribuzione imponibile (compensi per lavoro straordinario; indennità di trasferta; indennità di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro; riposi per allattamento; permessi per donatori sangue; riduzioni delle retribuzioni per infortuni sul lavoro indennizzabili dall’Inail; le astensioni dal lavoro; indennità per ferie non godute; etc.), è consentito ai datori di lavoro di tenere conto delle variazioni in occasione degli adempimenti e del versamento dei contributi relativi al mese successivo a quello interessato dall’intervento di tali fattori, fatta salva, nell’ambito di ciascun anno solare, la corrispondenza fra la retribuzione di competenza dell’anno stesso e quella soggetta a contribuzione. Ai fini dell’assoggettamento al regime contributivo (aliquote, massimali, agevolazioni, etc.), si considerano retribuzione del mese di gennaio 2018.
Come noto, è stabilito un massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 a forme pensionistiche obbligatorie privi di anzianità contributiva, ovvero per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo. Tale massimale trova applicazione per la sola aliquota di contribuzione ai fini pensionistici (IVS), ivi compresa l’aliquota aggiuntiva dell’1%. Lo stesso massimale non è frazionabile a mese e ad esso occorre fare riferimento anche nell’ipotesi di rapporti di lavoro successivi nel corso dell’anno, nonché di rapporti simultanei.
In favore dei regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico dei lavoratori inferiori al 10%, è previsto un contributo aggiuntivo IVS nella misura dell’1% (a carico del lavoratore) eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile. Ai fini del versamento del contributo in oggetto, deve essere osservato il metodo della mensilizzazione del limite della retribuzione, con conseguente necessità di procedere ad operazioni di conguaglio. Nel caso di rapporti simultanei, il datore di lavoro che corrisponde la retribuzione più elevata, sulla base della dichiarazione esibita dal lavoratore, effettua le operazioni di conguaglio a credito o a debito del lavoratore stesso.
Non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente il valore dei fringe benefit se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo di imposta, a € 258,23; se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito, con conseguente necessità di conguaglio da parte dell’azienda, solo sul valore dei fringe benefits da lui erogati.
Per le aziende che iniziano l’attività dopo il 31 dicembre 2006, gli obblighi nei riguardi del Fondo di Tesoreria scattano se, alla fine dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), la media dei dipendenti occupati raggiunge il limite dei 50 addetti. In tal caso, le aziende sono tenute al versamento delle quote dovute anche per i mesi pregressi, a far tempo da quello di inizio dell’attività. Le aziende interessate devono quindi effettuare il versamento di quanto dovuto in sede di conguaglio di fine anno, maggiorando l’importo da versare del tasso di rivalutazione, calcolato fino alla data di effettivo versamento.