INPS: revoca delle prestazioni per reati di particolare allarme sociale


Si forniscono le prime indicazioni sulla revoca di alcune tipologie di prestazioni Inps di cui siano titolari soggetti condannati per taluni reati di particolare allarme sociale.


Si tratta, nel dettaglio, di reati di associazione terroristica, attentato per finalità terroristiche o di eversione, sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione, associazione di stampo mafioso, scambio elettorale, strage e delitti commessi per agevolare le associazione di stampo mafioso.
La revoca delle prestazioni è intesa come sospensione della prestazione nei confronti degli interessati, fino ad una eventuale riattivazione su domanda, previa verifica della completa esecuzione della pena. Le prestazioni che possono essere sospese sono quelle relative all’assistenza ed alla disoccupazione (assegno sociale, pensione sociale e pensione per gli invalidi civili,”indennità di disoccupazione”) o anche quelle relative alla generalità delle prestazioni previdenziali, qualora il giudice che emette la sentenza lo preveda espressamente, in quanto tali trattamenti previdenziali, aventi natura contributiva, abbiano avuto origine, in tutto o in parte, da un rapporto di lavoro fittizio a copertura di attività illecite connesse a taluno dei reati oggetto della sentenza di condanna.


Per quanto riguarda la gestione del flusso d’informazioni inerente ai soggetti condannati per i reati suddetti, il Ministero, con comunicazione telematica del 19 febbraio 2017 ha trasmesso all’Inps il flusso massivo di dati informativi; l’elenco riguarda i soggetti già condannati con sentenza passata in giudicato, sia prima del 18 luglio del 2012, sia dopo tale data, purché la sentenza sia stata emessa prima del 18 luglio 2012).
L’INPS ha provveduto a sospendere a livello centrale il pagamento delle citate prestazioni, delle quali risultino titolari i soggetti inseriti nell’elenco, utilizzando a tal fine l’applicativo SCUP (Sistema Controllo Unificato Pagamenti). Nell’ipotesi di prestazioni assistenziali abbinate ad altre prestazioni (pensioni, rendite INAIL, ecc.), per le quali non è stato possibile operare centralmente, la sede di lavorazione dovrà intervenire per disgiungere le prestazioni e, successivamente, bloccare quelle assistenziali.
Per i soggetti i cui codici fiscali siano inseriti nella LlSTA Blocchi presente nella piattaforma integrata SCUP, che risultino beneficiari di prestazioni assistenziali in corso di pagamento, il blocco viene disposto centralmente; la notizia del blocco è riportata anche all’interno di AGENDA2. A tali soggetti la comunicazione della sospensione viene inviata dalla Sede centrale. La sospensione delle prestazioni assistenziali opererà dal 1° giorno del mese successivo alla comunicazione dei dati da parte del Ministero della Giustizia. In fase di prima applicazione, per la comunicazione effettuata dal tale Ministero il 19 febbraio 2017, la sospensione decorre dai pagamenti per il mese di maggio 2017, con conseguente decorrenza del calcolo degli arretrati delle prestazioni indebite dal 1° marzo 2017.
Per i soggetti i cui codici fiscali siano inseriti nella LlSTA Blocchi presente nella piattaforma integrata SCUP, titolari di prestazioni di indennità di disoccupazioné, il blocco dei pagamenti viene disposto a livello centrale. La comunicazione della sospensione deve essere inviata ai soggetti interessati a cura da dalle strutture territoriali che hanno in pagamento la prestazione. La sospensione ha effetto a decorrere dai pagamenti disposti per il mese di marzo 2017.