Malattia professionale e risarcimento del danno, termine di prescrizione


Ai fini del risarcimento del danno correlato a malattia professionale, il termine di prescrizione di tale diritto decorre dal momento in cui uno o più fatti concorrenti forniscano certezza dell’esistenza dello stato morboso e della sua conoscibilità da parte dell’assicurato.


Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore che aveva proposto ricorso contro la decisione di appello che non aveva riconosciuto il diritto al risarcimento del danno differenziale eo complementare per l’ipoacusia da rumore contratta durante le lavorazioni presso il proprio datore di lavoro, per prescrizione del termine.
Secondo l’orientamento della giurisprudenza, il termine di prescrizione dell’azione diretta a conseguire la rendita da inabilità permanente per malattia professionale decorre dal momento in cui uno o più fatti concorrenti forniscano certezza dell’esistenza dello stato morboso o della sua conoscibilità da parte dell’assicurato, in relazione anche alla sua eziologia professionale e al raggiungimento della misura minima indennizzabile. Il medesimo criterio va adottato anche ai fini della decorrenza del termine ordinario di prescrizione del diritto al correlato risarcimento del danno, trattandosi di situazione analoga e addirittura sovrapponibile.
Nella specie, concludono i Giudici di legittimità, la Corte di appello ha argomentato esclusivamente rispetto alla conoscenza da parte del ricorrente del disturbo uditivo, senza prendere posizione sulle molteplici circostanze potenzialmente rilevanti rispetto alla valutazione della conoscibilità o meno dell’origine professionale della malattia.