Stabile occupazione di giovani, le indicazioni Inps per la fruizione dell’esonero (1/2)

Le indicazioni Inps per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla misura dell’esonero contributivo strutturale, introdotto a partire dal 1° gennaio 2018 per le assunzioni di giovani con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato


 


L’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 è rivolto all’assunzione di giovani lavoratori che risultino, nel corso dell’intera vita lavorativa, non essere mai stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Deve però trattarsi di soggetti che non abbiano compiuto il 30° anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa; per le sole assunzioni effettuate nel corso dell’anno 2018, il limite di età è innalzato fino a 34 anni e 364 giorni. L’esonero riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, sia nuove assunzioni che trasformazioni di precedenti rapporti a termine, fermo il rispetto del requisito anagrafico in capo al lavoratore alla data della conversione a tempo indeterminato, anche in regime di orario part-time e compresi i rapporti subordinati instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro. Sono invece esclusi:
– il contratto di apprendistato;
– il contratto di lavoro a chiamata;
– il contratto di lavoro con personale avente qualifica dirigenziale;
– il settore domestico;
– le prestazioni di lavoro occasionali.
Peraltro, l’esonero è spettante anche in caso di mantenimento in servizio dell’apprendista, sempre che a tale data il giovane non abbia compiuto il 30° anno di età; in tale ipotesi, l’agevolazione si applica a decorrere dal primo mese successivo a quello di scadenza dell’ulteriore beneficio già previsto, per cui i benefici contributivi in materia di previdenza e assistenza sociale sono mantenuti per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro alla fine del periodo di apprendistato.
Dal lato dei datori di lavoro, l’incentivo in oggetto è riconosciuto a tutti quelli del settore privato, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, ivi compresi i datori di lavoro del settore agricolo. Di contro, esso è escluso nei confronti della Pubblica Amministrazione.
In relazione alla normativa comunitaria, il beneficio, ancorché consistente in una misura di riduzione del costo del lavoro, si caratterizza come intervento generalizzato, ovvero potenzialmente rivolto a tutti i datori di lavoro privati che operano in ogni settore economico del Paese, per cui non costituisce “aiuto di Stato”. In ogni caso, il diritto alla sua legittima fruizione è subordinato al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, tranne la condizione ostativa correlata al fatto che l’assunzione costituisca attuazione di un obbligo preesistente, di legge o contrattuale. Con riferimento alle norme fondamentali in materia di condizione di lavoro e di assicurazione sociale obbligatoria, la fruizione dell’esonero contributivo è subordinata al rispetto, da parte del datore di lavoro che assume, delle condizioni seguenti:
– regolarità nell’assolvimento degli obblighi di contribuzione previdenziale;
– assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro;
– rispetto, fermi restando gli altri obblighi di legge, degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale… (continua)