Trattamento speciale edile anche per i lavoratori licenziati dopo il 30 dicembre 2016

Sulla scorta del parere ministeriale, l’Inps fornisce nuove indicazioni in relazione alla spettanza del trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia di cui all’articolo 11 della L. n. 223/1991, per i lavoratori licenziati successivamente al 30 dicembre 2016.

Come noto, l’articolo 1, comma 2, della Legge n. 223/1991 ha istituito un ulteriore trattamento di disoccupazione speciale per gli impiegati e gli operai edili, rispetto a quello previsto dall’articolo 9 della Legge n. 427/1975, equiparato per quanto concerne gli effetti economici all’indennità di mobilità prevista per le imprese industriali in genere. Ne hanno diritto i lavoratori edili che:
– siano stati impegnati nelle aree di grave crisi dell’occupazione conseguente al previsto completamento di impianti industriali o di opere pubbliche di grandi dimensioni, per un periodo di lavoro effettivo non inferiore a 18 mesi. A tal fine, possono essere considerati anche precedenti rapporti di lavoro svolti alle dipendenze di datori di lavoro diversi;
– siano stati licenziati dopo che l’avanzamento dei lavori edili abbia superato il 70%;
– siano residenti nell’area di crisi ovvero in circoscrizioni che presentino un rapporto superiore alla media nazionale tra iscritti al collocamento e popolazione residente in età da lavoro.
In particolare, per quanto riguarda il requisito relativo al numero dei licenziamenti necessari per l’accesso al trattamento speciale di disoccupazione, è stabilito che:
– il numero dei lavoratori edili licenziati non deve essere inferiore a 40 unità, nelle aree ricomprese nei territori del Mezzogiorno e nelle circoscrizioni che presentano un rapporto superiore alla media nazionale fra iscritti al collocamento e popolazione residente in età da lavoro. Il numero delle unità può essere ridotto fino a 30, quando il suddetto rapporto è superiore del 30% alla media nazionale;
– nelle aree non ricomprese nei territori del Mezzogiorno, il numero dei lavoratori licenziati non deve essere inferiore a 80 unità;
– il numero complessivo di licenziamenti da considerare deve essere riferito ad un arco temporale di 6 mesi a far data dal primo licenziamento.
Orbene, a decorrere dal 1° gennaio 2017, il citato trattamento è abrogato, sicchè l’indicazione ministeriale e dell’Inps era quella per cui le domande con data di licenziamento dal 31 dicembre 2016 non dovevano essere accolte. Ora, però, il Ministero vigilante precisa che, laddove entro la data del 31 dicembre 2016 vengano soddisfatti i requisiti per l’accertamento dello stato di grave crisi occupazionale, ivi compreso il raggiungimento del numero minimo di licenziamenti nell’arco di un semestre, nonché conclusa la procedura sindacale e presentata la domanda presso gli uffici competenti, il diritto alla concessione del trattamento spetta anche ai lavoratori impegnati nelle stesse opere, licenziati dopo il 31 dicembre 2016 ma entro il semestre successivo.